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Le pagelle Barcellona: super Puyol e Iniesta, Messi pallone d'Oro

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Victor Valdes: 6,5
Come al solito si dimostra un portiere inadatto a questo Barça, ma si guadagna la sufficenza malgrado l'errore iniziale su Ronaldo. Nella ripresa sventa un paio di occasioni importanti. Non decisivo, ma utile.
Sylvinho: 7
Guardiola in emergenza lo schiera titolare a sinistra, lui raccoglie tutta l'esperienza e, finchè il fisico glielo permette, cavalca la fascia mettendo in ansia la difesa inglese. Bravo a limitare O'Shea da quella parte, non si limita alla fase difensiva, ma si propone ripetutamente negli scambi con Xavi e Iniesta. Veterano.
Piquè: 7,5
Questa era la prova del fuoco per il canterano blaugrana, ed è stata ampiamente superata. Grande intervento subito dopo due minuti su Park, continua la sua grande serata con almeno tre interventi a sventare i contropiedi del Manchester. Sicuramente questo ragazzo avrà un grande, grande futuro. Promessa mantenuta.
Tourè:
7
Schierato come centrale, non delude il maliano, autore di una partita di grande sacrificio in un ruolo che non gli appartiene. Concentratissimo, trova dei buoni automatismi con il suo compagno di reparto Piquè, e riesce a limitare la velocità degli attaccanti avversari. Solido.
Puyol: 8
Grande partita della bandiera dei blaugrana. Nell'ennesimo match decisivo della sua carriera, usa tutta l'esperienza che ha per arginare le sgroppate di Evra, cosa non da poco; da quella parte il francese non passa, e questa è una delle chiavi tattiche forse di maggior interesse del match. Nel finale, a risultato acquisito, cerca più volte il terzo gol, che indubbiamnete meriterebbe, ma è bravo Van der Sar nelle due occasioni. Bandiera.
Busquets: 7
Il giovane talento dei catalani è autore di una partita ordinata; molto importante in fase difensiva, si occupa di gran parte del "lavoro sporco" del Barça. Chiusure, raddoppi, pressing sempre costante. Promessa.
Xavi: 7,5
Un po' teso in avvio, dopo il gol di Eto'o è lui a prendere in mano le redini del centrocampo del Barcellona. Fa girare il pallone in modo sublime, senza mai passaggi banali, e con un'intelligenza tattica che ne fa uno dei centrocampisti più forti del mondo. Cerca il gol, e ci va vicino colpendo un palo su punizione. Cervello.
Iniesta: 8
Conferma di essere l'uomo più decisivo di queso Barça: grande lavoro in interdizione, è sua l'accelerazione ed è suo l'assist per il primo gol di Eto'o. Illumina il centrocampo dei catalani, senza rinunciare però alla fase difensiva e al pressing. Decisivo.
Henry: 6,5
Guardiola lo fa partire titolare, ma lui non è al 100% e si vede. Fa dei buoni movvimenti senza palla, nel secondo tempo avrebbe subito una grande occasione per segnare, ma fallisce. Esce tra gli applausi. Generoso.
Eto'o: 7
Sfumato il titolo di Pichichi della Liga, tenta il riscatto in Champions. Già a segno tre anni fa contro l'Arsenal, si ripete nel momento più importante della stagione dà il la alla vittoria del Barça. Non crea granchè, ma ha il merito di segnare il gol più importante della sua stagione. Bomber.
Messi: 7,5
E con questa vittoria, il Pallone d'Oro è suo. C'è poco da dire: se Messi segna di testa in finale di Champions League, vuoldire che non ce n'è proprio per nessuno... Partita un po' in ombra la sua, salvo alcune accelerazioni strepitose e la rete del 2-0. Guardiola lo schiera punta centrale scombinando i piani di Ferguson, e lasciando all'argentino più spazio per attaccare, senza avere obblighi in fase difensiva. La Pulce ripaga nel migliore dei modi la fiducia concessagli da Guardiola, e corona con la rete in finale la stagione migliore della sua carriera.

Guardiola: 9
Uno che a 38 anni, alla prima stagione da allenatore nella squadra che lo ha reso grande, riesce nel "triplete", che non era mai riuscito a nessuno prima d'ora... Le cose sono due: o al Barça sono tutti dopati, o l'allenatore è un genio. Ed io propenderei per la seconda opzione. Il Pep ha saputo dare un grande gioco alla sua squadra, puntando sulla qualità immensa in mezzo al campo di Xavi e Iniesta, senza lesinare però i muscoli di Keità e Tourè, e rivitalizzando gente come Eto'o e Henry, definiti ormai a fine carriera. Ed ha finalmente concesso il giusto spazio a Leo Messi, facendolo sentire importante in campo e nello spogliatoio. Complimenti.