La Liga!

 

¡¡¡Triplete!!!

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I marziani ce l'hanno fatta. Per la prima volta nella storia del calcio spagnolo una squadra riesce nell'impresa di conquistare contemporaneamente Liga, Champions e Copa del Rey. La giusta consacrazione per una squadra che è riuscita a risollevarsi dopo la brutta stagione dell'anno scorso, liberandosi di giocatori inutili (solo per citarne alcuni: Ronaldinho, Deco, Thuram...) e affidandosi ad un giovane allenatore come Guardiola, cresciuto calcisticamente all'ombra del Camp Nou e capace di sciolinare un gioco esaltante, con la costanza di risultati necessaria per una grande squadra.

E dire che non era cominciata nel migliore dei modi. Nei primi 10 minuti i blaugrana soffrono l'aggressività dei Red Devils, bravi a imbrigliare il gioco del Barça con un pressing alto e forte, e grazie ai movimenti di Rooney e Park, all'esplosività di Ronaldo, hanno gi una buona chance al 2', quando lo stesso Ronaldo batte una punizione dai 25 metri su cui Valdes commette uno dei suoi soliti errori; palla non trattenuta e si deve immolare Piquè, che salva da grande difensore su Park. Sempre Ronaldo poco dopo spaventa i blaugrana con un siluro da lontano, ma la mira non è quella della serata con il Porto.
Barcellona schiacciato, dicevamo. Ma è un'episodio a cambiare la storia del match: al 10' Iniesta prende palla sulla trequarti, cambia passo e semina la difesa del ManU, servendo poi Eto'o che leggermente decentrato sulla destra si beve un pessimo Vidic, e poi piazza il puntone su cui Van der Sar è alquanto rivedibile. Il Barça si trova quindi a condurre, in modo si può dire inaspettato visto il grande inizio degli inglesi.
Sotto di un gol, il Manchester è costretto a spingere, lasciando più spazio ai centrocampisti del Barcellona, Iniesta e Xavi su tutti; qui la partita sostanzialmente diventa tattica, con il Barça che riesce a trovare più spazi, e che legittima il vantaggio con un possesso palla quasi asfissiante e un pressing alto molto efficace. Lo United non riesce a far valere la velocità dei suoi, e in chiusura di primo tempo è Messi a farsi vedere con un'accelerazione strepitosa su cui Ferdinand è costretto a salvare dopo un altro pessimo intervento di Van der Sar.

Nel secondo tempo Ferguson si gioca la carta Tevez: l'argentino più volte in questa stagione ha salvato i Red Devils partendo dalla panchina, e lo scozzese spera di trovare quell'incisività in avanti che non si era vista nella prima frazione. E invece, ancora i catalani protagonisti in avvio; Iniesta lancia Henry sulla sinistra, che si beve Ferdinand e poi sparacchia malamente sui piedi di Van der Sar. Al 53' ancora un incontenibile Iniesta guadagna, con una percussione centrale, una punizione da posizione molto invitante: calcia Xavi che centra il palo pieno.
Finalmente si intravede lo United: Park per poco non ci arriva di testa su un pallone vagante, poi è Rooney che cerca Ronaldo al centro, ma Piquè è ben piazzato e chiude in angolo. Ferguson però non è soddisfatto, e rischia inserendo Berbatov al posto di uno spento Park; bulgaro che ora è la punta centrale, assistito da Tevez, mentre sulle fascie si spostano Rooney e Ronaldo.
Mossa quantomai azzardata, perchè al 70', dopo un'occasione fallita da Henry, è Leo Messi a salire in cattedra, ed è proprio il caso di dirlo. Xavi recupera un pallone al limite dell'area, e disegna un cross perfetto per La Pulce, che stacca altissimo, e in sospensione manda il pallone sul secondo palo, là dove Van der Sar non può arrivare. E' il 2-0 che manda in delirio i tifosi blaugrana sugli spalti, e che ammutolisce i supporter inglesi.
Quella degli inglesi è una pura reazione d'orgoglio quando, pochi minuti dopo, dopo una mischia in area catalana, Ronaldo ha il pallone del 1-2 ma spara addosso a Valdes. La partita comincia ad incattivirsi, Ronaldo viene ammonito dopo una serie reiterata di interventi su Puyol, poi Scholes viene solo ammonito per un intervento omicida su Busquets. L'ultimo sussulto lo regala Puyol, che cerca il gol del 3-0, ma il suo tocco morbido non è sufficente per superare Van der Sar. Guardiola in chiusura concede la standing ovation a Iniesta, autore di una partita sapiente, e giustamente osannato dai tifosi catalani.

Un trionfo quindi per Guardiola, che al suo primo anno riesce in un'impresa eccezionale, e che ha davvero dell'incredibile. Unico neo rimane la doppia sfida con il Chelsea, che però ha dimostrato come l'anticalcio praticato da Hiddink fosse l'unico metodo per contrastare questo Barça incontenibile.
In conclusione, hanno vinto i migliori, e i più amati.
La storia è oggi.